C'erano vari motivi di interesse: non ero mai stato all'ex-lavanderia occupata dell'ex-manicomio del S. Maria della Pietà - shame on me - Gaffi fa libri copyleft e adorai i Talk Talk a suo tempo. Per questo ieri sera sono stato alla presentazione di "Chi ha ucciso i Talk Talk" di Saverio Fattori, a cui ho trascinato anche alcuni sfortunati soci. E' stata una delle presentazioni più deludenti a cui abbia mai assistito. Il "mostriciattolo", come lo chiama Fattori, è una biografia di un parrucchiere di successo (ci andavano Boy George, i Righeira, Vasco Rossi, ma anche Tondelli e il Paz), presente anche lui alla serata. Lo spunto, volendo, non è male: il tramonto di Bologna alla fine degli anni settanta visto dalla sala di un parrucchiere alternativo e trendy. Un ribaltamento di un cliché, quello del Figaro preferibilmente siculo, snodo di trame occulte, con specchi che giocano e muri che ascoltano. Se ci passava anche il Pier, che dei capelli se ne fregava, evidentemente ne valeva la pena.
Però, quando ho sentito il parrucchiere esultare perché a Bologna nel 1978 finalmente finivano gli anni 70 della politica ("c'erano solo destra e sinistra", si è lamentato il parrucchiere) e iniziavano gli anni 80, liberi e libertari ("ci saranno state almeno 20 mode diverse negli anni 80!") ho temuto che la platea si sarebbe divisa tra chi si alzava e se ne andava, e chi si alzava e lo prendeva a calci. Io sono andato a mangiare l'ottima polenta con salsicce del S. Maria della Pietà. Del libro, dirò quando lo avrò letto.