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Il sorpasso che non c'è

scienze @ 23-05-08

Si parla un po' a vanvera di ritorno del nucleare, che costa troppo e creerebbe rivolte stile Scanzano a ripetizione, giustificate in quanto il problema delle scorie è fermo a Chernobyl. Ma si parla a vanvera pure dell'energia eolica, su Repubblica.it. Che oggi festeggia perché "l'eolico ha sorpassato il nucleare" negli USA. Calma: con l'eolico si produce l'1% dell'energia elettrica americana, mentre il nucleare è al 20%. Ma leggendo si intuisce che il sorpasso è avvenuto nella nuova potenza installata nel 2007: in quell'anno, l'aumento di potenza delle centrali ad energia eolica ha superato quello delle centrali a energia nucleare. Comunque è una buona notizia, si dirà. Certo, ma è una non-notizia. Infatti, negli USA l'aumento di energia nucleare installata è bassissimo da un bel po', visto che non vengono costruite nuove centrali nucleare dal 1979. Non c'è nulla di sorprendente, dunque: sarebbe come festeggiare perché in Italia, dove da vent'anni ospitiamo solo il nucleare militare altrui, si produce più energia andando in bicicletta che con l'uranio.


Polemiche polinomiali

scienze @ 08-01-07
Continua il dibattito su problemi P e NP (come dicevo, una questione fondamentale). Un altro problema NP, il 3-sat, viene ridotto a P. Ma, come avviene per il problema del commesso viaggiatore, qualcuno non è d'accordo. Al solito: fatemi sapere chi ha ragione, che non ci capisco molto. Ma dicono sia importante.

Buone notizie per pony-express

scienze @ 30-12-06
Questo dice di aver risolto il "Traveling Salesman Problem" in tempo polinomiale (Bum!) Vi sembrerà roba da poco, ma invece è uno dei problemi scientifici più studiati. Funziona così: metti che devi partire dalla pizzeria, portare la pizza a tre clienti e tornare alla pizzeria, e sai qual è la strada più breve per fare il giro. Metti che ora ti aggiungo un altro cliente: quanto ci metti a ricalcolare il giro più breve? Ecco, si dice che ci voglia un tempo ¨non-polinomiale¨ (cioè molto lungo). Invece, secondo questo, basta un tempo ¨polinomiale¨ (un po' più corto). Sarà vero? Se avete la voglia e il tempo, date un'occhiata e controllate se bara.

Non basterà nemmeno Google

scienze @ 15-12-06

Ieri Nero e Boing Boing, parlavano di Google Patents, il motore di ricerca dei brevetti americani. Quando si ottiene un brevetto, si deposita una descrizione dell'invenzione all'ufficio apposito. Le descrizioni dei brevetti sono simili ad articoli scientifici. O almeno dovrebbero esserlo, perché dovrebbero mettere chi li legge in condizione di riprodurre l'invenzione. Quindi, Google Patents dovrebbe assomigliare all'ottimo Google Scholar, che fa navigare tra i paper accademici bypassando, in gran parte, quel guazzabuglio di copyright e formati che è la giungla delle riviste scientifiche (una giungla di cartapesta, perché in realtà il 99% dell'editoria scientifica è controllata da soli 3 gruppi editoriali). Per altro, mentre i brevetti nascono proprio per divulgare le invenzioni e scoraggiare l'uso del segreto commerciale (la ricetta della Coca-Cola non è brevettata, ma è segreta), spesso l'accesso ai database brevettuali è a pagamento (e sui database c'è il copyright...). Insomma, Google potrebbe permettere di muoversi un po' meglio in questi database.

Però, l'arte dei legali brevettuali è proprio quella di scrivere tutto per non dire niente. Si scrive nella maniera più vaga possibile per coprire il campo più ampio possibile, e si cerca di non far capire cosa si è brevettato davvero. Cioè: la descrizione di solito non basta a capire il vero contenuto dell'invenzione. Se ne accorsero i paesi vincitori della seconda guerra mondiale, che entrarono in possesso dei brevetti dell'industria chimica tedesca (allora leader): dovettero tornare 10 anni dopo a prendersi anche i chimici, cioè il know-how, perché solo loro sapevano davvero qual era il contenuto dei brevetti. Quindi: ben venga Google, ma il problema della diffusione dell'informazione attraverso il brevetto rimane comunque limitato a priori.


Che v'avevo detto?

scienze @ 10-12-06
Nonostante le accuse di luddismo avanzate nei commenti al post precedente, la crisi storica dei viaggi nello spazio è confermata. Se non credete a me, date retta a Bruce Sterling e a Wired. Non sono un fan della ricerca spaziale, né dell'amministrazione Bush che la definanzia. Allora, cerco criteri per decidere per chi tifare. La NASA, in questi anni, per arrotondare il bilancio, ha cominciato ad aiutare il Dipartimento per la sicurezza nazionale nello spiare i passeggeri to and fro gli USA. Quasi tutti terroristi, com'è noto. Chiudere, chiudere.

Pinne, fucile ed occhiali

scienze @ 07-12-06
Alla Nasa sostengono che dal 1999 a oggi su Marte è passata dell'acqua. Hanno trovato dei segni evidenti: ombrelloni, sedie a sdraio e anche una scuola di vela. Che cosa non si fa e non si dice, per qualche dollaro in più. La verità è che la NASA è un costoso relitto della Guerra Fredda. E per sopravvivere deve inventarsene una al giorno.

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