Je ne regrette rien

A me piace Anobii (anzi, "aNobii") perché è un social network inguaribilmente amatoriale, con un sacco di cose fatte male anche ora che è diventato famoso e probabilmente vale un sacco di soldi. A cominciare dal nome: ma come può venirti in mente di chiamare così un social network? Ora i gestori del sito ne hanno combinata un’altra: hanno cambiato il sistema di voto e da 4 stelline sono passati a 5. Il motivo è il seguente: prima un
libro poteva essere giudicato scadente (una stella), così così (due), bello (tre) o bellissimo (quattro).
Adesso, invece, potrà essere anche giudicato
"regretful" (due stelle), che nessuno sa cosa significhi.
Già, perché quasi tutti gli utenti di Anobii, a giudicare dalle statistiche, provengono dall’Italia, fatto raro per un social network non nato in Italia.

Ovviamente, in questo modo i gestori del sito hanno automaticamente modificato tutti i voti assegnati in passato dagli utenti. Io, per esempio, tendo a giudicare "Bello" (tre stelle nel vecchio sistema) il 95% dei libri che leggo. Ora, il 95% dei libri che ho letto e archiviato su Anobii è valutato "Così così" (tre stelle nel nuovo sistema), e c’è una bella differenza, no? Anche perché dovrò spiegarlo a tutti quelli che conosco e a cui avevo detto "bello il tuo libro", che per ragioni di lavoro non sono pochi.

Insomma, un sito dilettantesco, lento da caricare, e in cui gli italiani si rivelano inaspettatamente i primi della classe: in fondo, a me Anobii piace perché mi ricorda Indymedia di quando ero giovane.

update Si sono accorti dell’errore e hanno deciso di aggiungere una stella d’ufficio a tutti gli utenti. Dopo che molti li avevano già aggiornati a mano, temo. Li amo sempre di più.

 

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