Verso un sindacato dei target

Le notizie sui giornali, si sa, sono confezionate perché piacciano al pubblico individuato dagli inserzionisti. Si individua un target pubblicitario, e poi si fa l’informazione che si presuma interessi a quel "target". Perciò, ciò che è scritto su un giornale mostra ai lettori cosa succede nel mondo tanto quanto mostra al mondo (del marketing) chi sono i lettori del giornale.

Perciò, quando ho letto di Putin che spara a una tigre nella foresta siberiana e salva una troupe televisiva – a prescindere dalla messinscena – mi sono interrogato parecchio. Non è semplice propaganda, come quella di Mussolini mietitore a torso nudo. Va oltre. E’ come se Mussolini avesse fatto la Salerno-Reggio Calabria in mietitrebbia su una ruota sola: roba surreale, da chiedersi che abbiano in testa gli uomini potenti di oggi, che droghe usino nel tempo libero, se di notte non si travestano da Superman per spaventare le vecchiette.

Gli inserzionisti chi sono: editori di manga o pusher di LSD? Mi sono un po’ sentito un po’ offeso, nella mia identità di "target". Io, comunque, quella notizia sono andato a leggerla. Chi ha ragione, allora?

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