Affinità e divergenze tra il compagno Vannoni e noi

Marco Cattaneo, direttore di “Le Scienze”, rivista con cui collaboro, ha scritto un lungo e appassionato post sul suo blog lamentando il pessimo clima in cui si muovono gli scienziati in Italia. Parte da due terapie che utilizzano cellule staminali: quelle del ciarlatano Vannoni, probabilmente basate su somiglianze fotografiche tra cellule danneggiate e neuroni, e quelle elaborate da Luigi Naldini, del S. Raffaele di Milano, di comprovato livello scientifico e cofinanziate da Telethon. Secondo voi, per quale delle due l’Italia sta per spendere tre milioni di euro?

Indovinato.

Cattaneo, sconsolato, sottolinea le differenze tra Vannoni e Naldini, che il pubblico sembra non vedere. “Telethon non ha presentato domande di brevetto. E non ha nessuna difficoltà a illustrare le proprie procedure. Ma di questa storia non avete sentito parlare in una trasmissione di intrattenimento (…) Naturalmente Telethon non ha nemmeno portato in piazza manifestazioni di solidarietà, né anziane attrici generose o parlamentari che si stracciano le vesti per i diritti dei cittadini solo quando sentono profumo di consensi.” Sono davvero due differenze tra scienziati e cialtroni, queste?

Per la verità, di Telethon abbiamo sentito parlare molto, moltissimo, nelle trasmissioni di intrattenimento. “Telethon” è la fusione di “Television” e “Marathon”. L’ha inventata Jerry Lewis, non proprio uno scienziato. Wikipedia: “si compone di stacchi di varietà, cantanti,
musicisti, attori comici e altri artisti e ospiti inframmezzati da richieste di donazioni e approfondimenti giornalistici”. Mica è un reato, l’intrattenimento: Telethon nasce proprio per convincere il pubblico televisivo, senza Milly Carlucci e Claudia Koll non avremmo le terapie di Naldini. Grazie Milly, grazie Claudia. Lo facevate per guadagnare soldi e trovare facile consenso? Grazie lo stesso. E i brevetti? Secondo l’ufficio brevetti europeo, Naldini e Telethon hanno chiesto diversi brevetti relativi a terapie geniche. D’altronde, Telethon stesso incoraggia i suoi ricercatori a utilizzare il brevetto per valorizzare le proprie ricerche.

La domanda giusta, dunque, non è “perché gli italiani non vedono le differenze tra uno bravo e un cialtrone”, ma “perché quelli bravi e i cialtroni si assomigliano tanto?”.

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