I prof, quelli bravi

“È un giorno storico”. Lo dice Mariastella Gelmini annunciando che gli insegnanti migliori riceveranno un aumento in busta paga. E gli altri? Tranquilli, Marystar non è una Thatcher qualunque: i colleghi fancazzisti non verranno penalizzati. Allora dov’è il trucco, dove prenderanno i soldi? Arriveranno dai tagli ai precari: personale tecnico-amministrativo, insegnanti, docenti di sostegno che ieri c’era e oggi, puf.

Mica male, no? Quasi. Chi saranno i professori “bravi”? Saranno quei docenti in grado di fare lezione in maniera dignitosa con 30 studenti invece che 25, di scrivere un business plan e arrotondare il bilancio della scuola con un progetto europeo, di insegnare a due studenti disabili una cosa e agli altri 28 un’altra, di fare un paio di supplenze in più a settimana. Cioè saranno i professori in grado di fare anche quello che facevano i precari. Forse ci riusciranno, anche se non tutto è possibile. Non si può fare lezione e sostegno contemporaneamente, per esempio. E l’unico modo di diminuire il numero degli alunni è impedire loro di iscriversi. Però, dice che i bravi docenti saranno finalmente riconosciuti come tali.

Se penso ai miei colleghi insegnanti, già so chi supererà la valutazione. Sarà il prof. di informatica che ogni anno riesce a trovare un apprendistato a ogni studente, o quella di elettronica che fa i progetti del ministero, o quello di religione che porta i ragazzi alla moschea. Cioè, saranno quelli che già oggi fanno i bravi, anche senza la medaglietta di Fantozzi di impiegato del giorno. Non sto parlando di eroi civili: spesso, dietro l’attivismo c’è l’arrivismo di chi sogna un posto da preside. E spesso dietro al fancazzismo ci sono doppi e tripli lavori che un vero fancazzista non accetterebbe. Però, per concludere, spendendo gli stessi soldi avremo qualche centinaio di migliaia di disoccupati in più e una scuola quasi al livello di quella attuale, che già fa abbastanza cacare. Che affarone, che giorno storico.

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