Silvio contro Valerio

Valerio è un precario un po’ più giovane di me e anima un centro sociale vicino casa mia. Con Valerio ho condiviso un po’ di cose, negli ultimi anni, anche una denuncia. Di solito, Valerio tiene il microfono sui palchi alternativi, tipo: nella piazza X c’è il palco CGIL (30 metri, diecimila persone), nella piazza Y c’è l’altro palco (un camion, mille persone) e ci trovavi Valerio.

Stasera Valerio conduceva la serata alla festa per i referendum. Non era “l’altro” palco, era “il” palco: era Valerio che dava la parola agli altri, ed era a lui che i cantanti chiedevano il microfono per fare un saluto. Era il palco di chi non ha sconfitto solo sei reti televisive, ma ha sconfitto proprio il televisore, l’elettrodomestico: i “comitati” hanno convinto venticinque milioni di persone a spegnerlo. Era il palco di venticinque milioni di persone.

Stasera, sembrava che quello precario fosse Berlusconi, e che Valerio fosse Golia.

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